
Oggi presso la Sala Grande della Fondazione Bruno Kessler il convegno dedicato alla nuova televisione
Sergio Bettotti (Provincia): "Interattività ed internet sono le sfide del futuro"
(30 aprile 2010)
La rivoluzione televisiva è oramai una realtà in Trentino: nell’ottobre del 2009 tutte le emittenti presenti sul territorio hanno effettuato lo switch-off, ossia il passaggio alla televisione digitale. Una tappa obbligata e fondamentale nello sviluppo tecnologico dei sistemi televisivi che ha visto la nostra provincia come una delle prime aree italiane protagoniste della transizione. Questo il punto di partenza del convegno su “La migrazione alla Televisione Digitale Terrestre tra sfide e opportunità” che si è aperto questa mattina presso la Sala Grande della Fondazione Bruno Kessler a Trento, con l’intervento di Sergio Bettotti, dirigente generale del Dipartimento Innovazione, Ricerca e ICT della Provincia.
“La domanda principale – ha affermato Bettotti - a cui ci troviamo a rispondere oggi è se c’è conflittualità tra il mondo internet e la televisione. Non vedo una conflittualità bensì credo siano due strumenti complementari. Naturalmente, però, prima di giungere a innovare la televisione, a favorire lo sviluppo di servizi ora disponibili solo via web anche sulla televisione, è importante comprendere qual è la situazione attuale, quali sono i problemi che si incontrano con il digitale terrestre. Tutt’oggi alcune famiglie trentine non possono vedere alcuni canali o, banalmente, non possono registrare i programmi trasmessi. È dunque bene iniziare dalle difficoltà odierne legate a questo mezzo per giungere poi a favorire l’interattività anche attraverso la televisione”.
Nella stessa direzione l’intervento di Leonardo Chiariglione, amministratore delegato di CEDEO (società di consulenza di importanti multinazionali in temi di media digitali) che ha spiegato la necessità di comprendere quale sia il rapporto tra il mondo del video broadcast e del video su larga banda. “Questi due mondi – prosegue Chiariglione – potrebbero anche proseguire su due vie parallele. Il mondo web è una “grande piazza disadorna” in cui chiunque può “aprire bottega”, in cui la novità è all’ordine del giorno, in cui nascono comunità, ma dove però è terribilmente difficile ricavarci da vivere. Il broadcast invece è un “bel giardino adorno”, in cui è comunque duro aprir bottega, in cui accadono tante piccole cose interessanti, in cui ci sono eventi moderati che fanno notizia, dove le comunità che si creano non hanno forte coscienza di essere comunità, e dove non sempre si può scegliere liberamente, ci sono dei vincoli per visualizzare determinati canali. Questi due mondi credo siano proprio destinati a incontrarsi, perciò che li distingue è solo il canale che porta l’informazione”.
Il convegno, promosso all’interno dell’iniziativa Trentino in Rete, coordinata dal Servizio Reti e Telecomunicazioni della Provincia autonoma di Trento con la collaborazione del Centro di Ricerca CREATE-NET, ha dunque dedicato la prima sessione all’analisi della migrazione italiana alla televisione digitale terrestre. “Circa il 27% della popolazione italiana ha un decoder in casa e dunque può visualizzare i programmi in digitale” ha proseguito Ambrogio Viggiani, vice presidente di DGTVi, sottolineando come l’Italia detenga un primato importante in Europa, “con 6,8 milioni di persone che godono dei servizi offerti dal digitale terrestre a confronto dei 4,8 milioni di persone in Inghilterra e 5,1 milioni in Spagna”.
Nel pomeriggio, a partire dalle 14 si aprirà la seconda sessione del convegno finalizzata a indagare la situazione in Trentino a distanza di un anno dallo switch-off, con particolare attenzione all’analisi dei risvolti dell’infrastrutturazione in larga banda, della riduzione dell’impatto ambientale in termini di razionalizzazione dei siti di diffusione televisiva fino a delineare quali saranno le sfide future e le opportunità offerte, specialmente a livello locale, da questo importante mezzo di comunicazione.