
I decoder contengono un computer che funziona seguendo una serie di ordini operativi che all’atto della fabbricazione l’azienda costruttrice scrive in una memoria interna dell’apparecchio.
In fasi successive, ed in certe circostanze, i fabbricanti ritengono opportuno apportare delle modifiche a tali istruzioni per le seguenti principali motivazioni:
o migliorare le prestazioni del decoder;
o inserire nuove funzioni;
o eliminare piccoli malfunzionamenti che sono stati segnalati dagli utenti;
o adeguare i decoder a nuovi standard trasmissivi.
Per usufruire di questi aggiornamenti è sufficiente lasciare acceso il decoder in stand-by (cioè spento ma alimentato dalla rete 220V), perché esso si aggiorni in modo automatico senza alcun intervento manuale. E’ necessario sottolineare che quasi la totalità dei decoder zapper disponibili sul mercato non dispongono della funzione di aggiornamento del software.
Gli aggiornamenti dei decoder sono trasmessi assieme ai normali programmi televisivi dalle principali emittenti nazionali e arrivano al decoder attraverso la normale antenna televisiva.
I decoder rendono disponibile la possibilità di accettare o non accettare l’aggiornamenti e tale scelta deve essere espressa dall’utente all’atto dell’istallazione del apparecchio.
Ogni modello e marca di decoder necessita di un aggiornamento specifico che è trasmesso e ripetuto in modo sequenziale anche per decine di giorni. Talvolta le emittenti annunciano sui loro siti Internet quale apparecchio è in corso di aggiornamento unitamente alla versione distribuita del firmware. Questa operazione è genericamente indicata come “OTA XXX”, dove OTA è l’acronimo di “Over-the-air” mentre XXX è il nome del decoder interessato all’aggiornamento.